COMITATO PER LA LIBERAZIONE DEGLI STUDENTI MARXISTI TORTURATI NELLE CARCERI IRANIANE

Freedom and Equality Seeking Students è un gruppo di attivisti politici di orientamento marxista dell'università di Teheran. Dopo poco più di un anno di attività, che consisteva nell'organizzazione
di manifestazioni pacifiche per richiedere diritti minimi, 60 componenti del gruppo sono stati arrestati e torturati nelle carceri per confessare crimini che non hanno mai commesso. Ibrahim Lotfolahi è morto sotto tortura e uno ha tentato il suicidio. Alle famiglie sono state richieste cauzioni altissime, che molti hanno potuto racimolare soltanto vendendo tutti i loro beni. Gli studenti che liberati sono in attesa di processo e rischiano pene lunghissime e persino la pena di morte. Questo perché sono state costruite false accuse contro di loro, basate su testimonianze estorte con metodi barbari. Alì Kantouri e Farhad Haj-Mirzaee rimangono in carcere, in condizioni gravissime per i maltrattamenti e le torture che ancora subiscono. Le loro condizioni di salute sono precarie e preoccupanti. Chiediamo a tutti i compagni così come a tutte le persone che hanno a cuore la salvaguardia dei diritti e della dignità umana di offrire la loro solidarietà a questi coraggiosi giovani.



domenica 25 maggio 2008

Lettera a Amnesty sui rifugiati in Turchia

Alla Cortese Attenzione di Amnesty Italia
Gentile Signora/e,
come lei saprà, alcuni mesi fa in occasione delle commemorazioni della Giornata dello Studente in Iran, che è celebrata annualmente dagli studenti di tutto il paese, più di 50 studenti di sinistra vennero arrestati e posti nelle celle di isolamento del famigerato carcere di Evin a Teheran. Il loro capo d'accusa era "Azioni contro la politica interna ed estera della Repubblica Islamica". Molti degli studenti imprigionati vennero torturati fisicamente e psicologicamente. I più fortunati trascorsero più di 50 giorni in cella d'isolamento.
La risposta della Repubblica Islamica alla protesta studentesca e il livello di repressione fu unico per il modo in cui le forze di sicurezza prelevarono gli studenti dalle aule, portandoli direttamente nelle celle di detenzione e nelle camere di tortura.

In seguito a questa nuova ondata repressiva degli attivisti dei movimenti sociali, un numero di attivisti che lasciarono l'Iran illegalmente per salvare le proprie vite e quelle delle persone loro vicine. Alcuni di questi studenti sono: Wahid Valizadeh, membro della redazione del Khak, un noto giornale studentesco; Mazdak Tusinejad, studente attivista arrestato alcuni anni fa per la sua connessione e il suo sostegno ai sindacati degli autotramvieri iraniani; Davood Bagheri, uno studente attivista ed editore del Khak; e Hooman Kazemian, uno studente attivista e affermato artista di sinistra, che è stato arrestato, detenuto e torturato diverse volte dalla polizia segreta del regime.

Noi firmatari della lettera, apprezziamo gli sforzi di Amnesty per supportare gli studenti imprigionati, e richiediamo il suo supporto, di cui abbiamo continuo bisogno, per i giovani sopra menzionati che al momento stanno chiedendo asilo politico in Turchia. Ne hanno urgentemente bisogno. Considerando gli accordi di sicurezza tra il governo Turco e Iraniano, siamo seriamente preoccupati della possibilità che i giovani attivisti vengano deportati in Iran dalle forze di sicurezza Turche e dagli ufficiali del governo.

La deportazione metterebbe seriamente a repentaglio le vite di questi attivisti. Dunque vi preghiamo di intraprendere le azioni necessarie verso l'UNHCR e le autorità dell'Immigrazione Turca, al fine di velocizzare l'iter per l'ottenimento dell'asilo politico, e il trasferimento in un paese più sicuro. La vostra azione umanitaria è estremamente importante per la salvezza delle vite di queste persone innocenti che non hanno commesso alcun crimine ma hanno difeso i loro basilari diritti umani, la libertà e l'uguaglianza.

La ringraziamo anticipatamente,


Behzad Bagheri
Behruz Karimi zadeh
Amin Ghazaye
Peyman Piran
Majid Ashraf Nejad
e altri membri di Freedom and Equality Seeking Students

domenica 4 maggio 2008

Rilasciato Peyman!

Abbiamo appena ricevuto da Hooman Kazemian (Nothing can stop us - www.libertaegiustizia.blogspot.com) la notizia del rilascio di Peyman avvenuto il 1° Maggio, dietro pagamento di cauzione. Questa è un ottima notizia, ma non dobbiamo dimenticarci di Alì Kantouri, ancora imprigionato e lasciato senza cure, e di tutti i membri del DAB che al processo dovranno fronteggiare accuse pesantissime, costruite sulla base delle testimonianze estorte sotto tortura.

Forniremo nuove informazioni non appena sarà possibile.

La lotta continua...

Viva la Libertà e la Giustizia!!!

venerdì 2 maggio 2008

Rilasciate Alì Kantouri!

domenica 27 aprile 2008

Liberati Behrouz Karimizadeh e Majid Majed

Rilasciati!

Abbiamo ricevuto la notizia  che gli studenti di  Uguaglianza e Libertà (DAB), Behrouz Karimizadeh e Majid Majedi sono stati scarcerati. 
La notizia ci riempie di speranza, anche se siamo consci del fatto che ancora la battaglia deve andare avanti per Alì Kantoury e Peyman Piran, ancora tenuti in prigione in terribili condizioni, e per i compagni che attendono di fronteggiare un processo con accuse pesantissime  per cui è prevista la pena di morte.

I nostri amici hanno bisogno del nostro aiuto, ora più che mai!
Diciamo No alla teocrazia repressiva dell'Iran e all'imperialismo USA!
Viva  la Libertà e l'Uguaglianza"!

giovedì 24 aprile 2008

RILASCIATELI!

Freedom and Equality Seeking Students (conosciuto anche come Daneshjoojyan'e Babar'eekhah va Azadi'talab o DAB) è un gruppo radicale di studenti universitari iraniani. Nel 2006, il gruppo iniziò la sua attività d'opposizione alla classe dominante iraniana e al suo apparato ideologico, servendosi dei principi guida dell'analisi marxiana alla società contemporanea.
Pur sapendo che la repressione delle forze di sinistra avvenuta durante gli anni ottanta aveva assunto i connotati di un genocidio politico – evento volutamente trascurato dagli storici contemporanei - il DAB aveva deciso coraggiosamente di proseguire sul suo cammino, consapevole dei rischi cui andava incontro.

Gli obiettivi originari erano:
1)la formazione di una rete di gruppi politici studenteschi su scala nazionale;
2)la creazione un sindacato studentesco in Iran;
3)la cessazione dell'invasione militare delle università.

Questi obiettivi furono i punti essenziali dell'organizzazione delle manifestazioni del “Giorno dello Studente”, il 16 Azar (6 Dicembre) 2006. “No alla guerra” e “Università libera dall'invasione militare” erano i principali slogan delle attività che si svolsero quel giorno.

Nel tentativo di far conoscere le proprie lotte, il DAB svolgeva attività di propaganda delle proprie idee e teorie attraverso articoli che comparivano su una rivista universitaria e su quotidiani locali si diverse città dell'Iran. Aveva anche pubblicato dei lavori su siti letterari come Art Cult e Mind Motor.

Gli studenti continuarono con l'impegno di organizzare manifestazioni per tutto il 2007, per l'8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna, e per il Primo Maggio, Festa dei Lavoratori. L'evento finale in programma per il 2007 era l'annuale Giorno dello Studente, il 6 Dicembre (o 16 Azar 1386). Per l'avvenimento in tutte le università del Paese, erano state programmate delle manifestazioni coordinate fra loro. Il regime iraniano si allarmò e si sentì minacciato dalle implicazioni politiche che questi avvenimenti avrebbero comportato e esercitò una repressione violentissima allo scopo di far fallire le attività del gruppo DAB. Tre giorni prima del “Giorno dello Studente” 2007, i leader politici, gli organizzatori e gli studenti affiliati vennero arrestati e incarcerati. In tutto vennero incarcerate circa 70 persone, inclusi familiari e amici degli appartenenti al gruppo. Questi ultimi vennero rilasciati dopo una settimana, gli altri, circa 60, rimasero per circa 30 giorni in isolamento e sottoposti a torture. A molti è stata chiesta una una cifra esorbitante per essere rilasciati. Attualmente sono in attesa del processo per i loro presunti crimini. Temiamo che le pene possano essere incomprensibilmente dure e che per alcuni si prospettino lunghi periodi di detenzione e addirittura sentenze di morte per i leader del DAB.

Questi coraggiosi ragazzi non hanno fatto altro che esercitare la loro libertà di espressione in maniera estremamente pacifica entro i limiti della costituzione Iraniana. Ad oggi, quattro dei leader di Freedom and Equality seeking Students rimangono ancora in carcere. Nel corso della loro prigionia sono stati oggetto di terribili maltrattamenti e torture e ancora oggi questi abusi continuano regolarmente. I leader degli Studenti Iraniani sono rimasti in carcere sotto condizioni estreme perché i loro familiari non hanno abbastanza denaro per pagare le cauzioni.

Behruz Karimi Zadeh è attualmente detenuto nella cella 209 della prigione di Evin. Soffre di emorragie interne causate dai traumi. E' rimasto sordo da un orecchio. La sua cauzione è stata fissata a 300.000 $, una cifra che la sua famiglia non può permettersi.

Peyman Piran sta perdendo la vista. Cammina a stento e ha le scapole spezzate per essere stato appeso ad una corda per le mani per ore ed ore. E' detenuto nella cella 309 della prigione di Evin.

Ali Kantoury soffre di una malattia della pelle e in carcere gli sono state rifiutate le cure. Le sue condizioni sono sensibilmente peggiorate a causa dei maltrattamenti e ora fatica a respirare. E' detenuto nel carcere Rajayee Shahr in cui vengono detenuti i prigionieri politici, rinomato per le condizioni particolarmente dure di detenzione e per le aggressioni che i prigionieri politici da parte degli altri carcerati su disposizione delle guardie.

Majid PourMaajed è stato accoltellato per le strade di Tabriz. Dopo una settimana è stato rapito e condotto in carcere. Nel giro di una settimana è stato portato in ospedale in stato di incoscienza. Il medico che l'ha avuto in cura, ha dichiarato alla stampa di averlo trovato in preda a continui attacchi di vomito e con le braccia piene di bruciature di sigarette. Inoltre ha aggiunto che urinava sangue in quanto era stato torturato con dei ferri roventi ai genitali. Pour Maajed era in coma da tre giorni quando è stato prelevato dagli agenti dei servizi segreti iraniani. Attualmente si ignora il luogo in cui si trova.

Amin Ghaza’ee è stato scarcerato dopo che è stata pagata la somma di 50.000$. Sia Amnesty International che PET International hanno pubblicato una relazione in cui si esprimeva preoccupazione per le sue condizioni di prigionia. In questo momento Amin Ghaza’ee sta aspettando il processo assieme ai suo amici.

Questi studenti e attivisti politici – che hanno tutti un'età tra i 20 e i 25 anni – stanno per affrontare sentenze molto serie, lunghe condanne e alcuni di loro rischiano addirittura la pena di morte. Le accuse fabbricate contro i leader del gruppo comprendono il reato di apostasia, tentato rovesciamento del regime iraniano, e la collusione con gruppi d'opposizione esterni al paese. Gli studenti temono che quando le accuse saranno presentate alla corte non ci sarà più tempo per organizzare la difesa. Sarà difficile salvare queste vittime del regime iraniano dalle forze dell'oppressione reazionaria.

Alcuni membri del DAB stanno cercando di fuggire dall'Iran. Alcuni stanno cercando asilo in Turchia e altri hanno raggiunto i paesi europei e stabilendosi temporaneamente. Hanno tutti bisogno di aiuti umanitari e finanziari e di un luogo sicuro in cui risiedere permanentemente.

Finora solo Human Rights Watch ha espresso interesse pubblicamente, presentando un rapporto sulle torture subite dagli studenti iraniani.

La battaglia degli studenti iraniani merita una maggiore attenzione internazionale. Per troppo tempo le organizzazioni religiose e umanitarie, ma anche progressiste e radicali di tutto il mondo hanno chiuso gli occhi sulla situazione in Iran. Molti compagni hanno affrontato repressioni durissime, torture ed esecuzioni, mentre la sinistra internazionale rimaneva a guardare. Questa è più che una sfortunata coincidenza...è un vero e proprio tradimento delle loro sofferenze e sacrifici.

Alcuni gruppi e organizzazioni hanno esitato ad esprimere la loro solidarietà agli studenti iraniani perché non ne comprendono le filosofia. E' possibile che gruppi non politici possano trovare in qualche modo sospetto un gruppo che opera su principi marxisti. La teoria politica e filosofica del DAB è piuttosto semplice: questi studenti hanno un approccio molto aperto verso il Marxismo, e sono molto sensibili alle questioni che riguardano i diritti individuali e le libertà civili. Ritengono che l'eguaglianza e la libertà siano essenziali per il benessere di una nazione e si battono affinchè i diritti civili e costituzionali delle donne, degli omosessuali, delle minoranze razziali, religiose, etniche siano applicati nella loro patria.

Gli studenti universitari di Libertà e Uguaglianza non hanno mai tentato di rovesciare il governo iraniano. Non hanno mai tentato di aiutare paesi stranieri ad interferire nella politica iraniana. Non hanno mai tentato di insorgere contro il regime iraniano. Non hanno commesso alcun crimine.

I nostri compagni hanno disperatamente bisogno dell'attenzione dei media internazionali e dell'assistenza di organizzazioni umanitarie e politiche.

La situazione è urgente, non possiamo più perdere tempo. Non avremo giustificazioni dinnanzi alla storia se non sosterremo i nostri compagni iraniani.

Aiutateci a diffondere questo comunicato affinchè la comunità 
internazionale possa posarvi la sua attenzione ed esercitare
pressioni sul governo iraniano per porre fine a questa barbarie.

Viva la Libertà e l'Uguaglianza!



Hooman Kazemian     en.freedom.equality@gmail.com
Mike B.                        das.kapital@gmail.com
Clara Statello              clastat@gmail.com