COMITATO PER LA LIBERAZIONE DEGLI STUDENTI MARXISTI TORTURATI NELLE CARCERI IRANIANE

Freedom and Equality Seeking Students è un gruppo di attivisti politici di orientamento marxista dell'università di Teheran. Dopo poco più di un anno di attività, che consisteva nell'organizzazione
di manifestazioni pacifiche per richiedere diritti minimi, 60 componenti del gruppo sono stati arrestati e torturati nelle carceri per confessare crimini che non hanno mai commesso. Ibrahim Lotfolahi è morto sotto tortura e uno ha tentato il suicidio. Alle famiglie sono state richieste cauzioni altissime, che molti hanno potuto racimolare soltanto vendendo tutti i loro beni. Gli studenti liberati sono in attesa di processo e rischiano pene lunghissime e persino la pena di morte. Questo perché sono state costruite false accuse contro di loro, basate su testimonianze estorte con metodi barbari. Alcuni tutt'oggi sono sottoposti al duro regime carcerario, altri sono stati costretti a fuggire all'estero. Chiediamo a tutti i compagni così come a tutte le persone che hanno a cuore la salvaguardia dei diritti e della dignità umana di offrire la loro solidarietà a questi coraggiosi giovani.



domenica 27 luglio 2008

Davood Bagheri è stato trasferito in una località sconosciuta

Campagna per la liberazione di Davood Bagheri: Venerdì 25 luglio, alle ore 14.00 (orario turco), Davood Bagheri è stato trasferito in un posto sconosciuto dalla polizia del dipartimento degli affari esteri di Edirne, e sin'ora non si hanno sue notizie. Davood, dopo aver tentato il suicidio ed essere stato ricondotto in prigione, era entrato in sciopero della fame, per protestare contro i maltrattamenti e le torture subite. Si teme che per questo motivo, nonostante le promesse delle Nazioni Unite, il governo Turco abbia deportato Davood Bagheri in Iran. Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore la libertà e alle organizzazioni dei diritti umani di fare pressione sul governo Turco, affinché specifichi la situazione dell'attivista di Freedom and Equality, affinché non venga deportato in Iran e possa finalmente essere rilasciato.

Freedom and Equality seeking students

domenica 13 luglio 2008

La questione del rapporto islam-comunismo va letta su due piani differenti, uno relativo ai musulmani e l'altro relativo alle politiche interne dei paesi islamici, ovvero potere ed economia.
La sinistra e i comunisti non possono non contrastare l'enorme discriminazione a sfondo razzista e xenofobo che avviene in occidente nei confronti dei musulmani, non possono non opporsi ad una fantomatica "guerra di civiltà" o ad una pretesa e proclamata "superiorità culturale" dell'occidente. Non possono non vedere nell'egemonia politica e economica degli Stati Uniti una forma spietata, selvaggia e crudele di imperialismo e a questo imperialismo devono opporsi. E sanno che la prima è conseguenza della seconda, una naturale sovrastruttura di una forma di produzione che si nutre dello sfruttamento su scala globale.
Ma l'alleanza tra mondo islamico e mondo comunista, semplicemente non esiste. Se a livello internazionale i comunisti si oppongono allo sfruttamento del mondo da parte delle multinazionali che fanno capo al governo degli stati uniti, a livello interno i comunisti combattono lo sfruttamento della classe dominante che detiene il potere.
E' retorico, ma visto che per puro spirito partigiano si cercano di bypassare concetti basilari quanto ovvi, vale la pena ribadire.
Nei paesi islamici il potere è nelle mani di una classe dominante seduta all'ombra dei vessilli coranici, e l'Iran ne è il caso più emblematico. E se è vero che in Iran il Tudeh partecipò a fianco di Khomeini alla rivoluzione, è maggiormente vero che una volta conquistato il potere Khomeini si liberò dei comunisti uno per uno, dando il via ad uno dei più cruenti e lunghi genocidi politici, a confronto del quale il Cile di Pinochet o l'Argentina dei Generali sembra una passeggiata. Negli anni più duri della repressione, l'81 e l'89, intere famiglie vennero sterminate, le giovani compagne, prima di essere fucilate venivano stuprate (perché le vergini vanno in paradiso), e molti comunisti erano costretti a rifugiarsi sui monti o a fuggire all'estero. E' una totale falsità sostenere che in Iran da cinque anni a questa parte i movimenti di sinistra sono tollerati, è una falsità che si scontra sulla pelle dei compagni, martoriata dalle torture nelle carceri di Evin o chissadove. I comunisti in Iran, da cinque, dieci, venti, trentanni si battono con determinazione per i diritti umani e per l'eguaglianza dei sessi; i marxisti vengono espulsi dalle università, entrano ed escono da Evin, attendono i processi arbitrari, scappano in altri paesi, vengono oppressi nei centri di "accoglienza" dei paesi in cui cercano asilo, a volte tentano il suicidio e in questo esatto momento vengono abusati in una camera di tortura di chissà quale luogo segreto dagli agenti della polizia segreta di regime. I partiti comunisti, da quello di maggioranza al partito comunista dei lavoratori al partito comunista hekmattiano, sono illegali e i membri sono puniti con la morte, i membri dei movimenti studenteschi comunisti come Azadi Barabari (Libertà e eguaglianza) da più di otto mesi stanno subendo una persecuzione di massa. Giovani di un'età compresa tra i 20 e i 26 anni, sottoposti a torture barbare di natura psichica, fisica e sessuale. Perché si oppongono all'Islam, non perché ne sono alleati, perché si battono per i diritti umani, per l'uguaglianza e per la libertà.

venerdì 11 luglio 2008

Situazione critica per Davood


Siamo appena stati informati che purtroppo Davood Bagheri, membro del movimento studentesco "Freedom and Equality" (Azadi Barabari) fuggito in Turchia quattro mesi fa e catturato dalla polizia turca mentre tentava di varcare il confine con la Grecia, questa mattina ha tentato il suicidio. Ora è ricoverato in condizioni disperate nell'ospedale della prigione di Edirne.
Le insopportabili condizioni di dentenzione cui era sottoposto e il trattamento inumano ricevuto dalle guardie carcerarie, hanno spinto Davood alla disperazione e al suicidio. Negli ultimi giorni, infatti, aveva subito percosse e brutali violenze dalla MET e la sua richiesta d'asilo era stata rifiutata: è stato costretto a compiere un tale atto.
Bagheri era fuggito dall'Iran in seguito all'ondata repressiva dei movimenti comunisti dopo la manifestazione del Dicembre 2007.
Chiediamo a tutte le organizzazioni per i diritti umani e all' UNHCR di intervenire urgentemente per salvare la vita di Davood Bagheri

Freedom and Equality Seeking Students, 11 Luglio 2008

lunedì 7 luglio 2008

Appello per Abed Tavancheh


http://www.ipetitions.com/petition/sostavanche/

Il 6 Dicembre 2007, l'attivista politico della sinistra radicale iraniana Abed Tavancheè stato rilasciato dietro il pagamento di una pesante cauzione, dopo aver subito un arresto e degli interrogatori. Dopo di ciò, l'8 Aprile 2008 è stato convocato dalla Corte Rivoluzionaria nella provincia di Marzaki ed è stato condannato a 8 mesi di carcere. Gli sono stati concessi 20 giorni per appellarsi contro la sentenza. A causa della volontà delle autorità di concludere il caso, non gli è stata data la possibilità di appellarsi in maniera appropriata. Il suo avvocato non lo ha seguito accuratamente e lui e la sua famiglia hanno subito forti pressioni dal governo.
Abbiamo quindi la necessità di lanciare una campagna per supportare Abed e la sua famiglia.
Basandoci sul diritto di ogni individuo alla libertà, rigettiamo ogni atto che viola i diritti umani.
Vi chiediamo di aiutarci e sostenerci nel porre fine alla persecuzione di un compagno, uno studente attivista che non ha fatto altro se non praticare il suo diritto al libero pensiero.
Crediamo inoltre che questo non sia affatto un caso isolato, e se non verrà fatto nulla, l'ondata di repressione si ripercuoterà violentemente su tutti gli studenti di sinistra.

Freedom and Equality Seeking Students.

giovedì 3 luglio 2008

Notizie dall'Iran


Questo è il quinto giorno di sciopero della fame per Farhad Haj-Mirzaee, noto attivista dei diritti umani in Iran. Dal momento dell'arresto ad oggi, lui e il suo avvocato, Haji
Mashhadi, diverse volte hanno chiesto il processo o la cauzione o qualsiasi cosa potesse migliorare la sua situazione. Ma, a sei mesi dall’arresto, ogni richiesta è stata
puntualmente ignorata. Prolungare lo sciopero della fame significa peggiorare le condizioni dell’ultimo student di Freedom and Equality rimasto in carcere.Sabato nella città di Mashhad (nord est Iran) si è svolta una manifestazione contro l’elevato costo della vita, dovuto all’improvviso aumento dei prezzi,con piu di 5000
manifestanti. Gli studenti del gruppo Azadi Barabary hanno appoggiato questo evento e alcuni vi hanno preso parte. La manifestazione è stata brutalmente soppressa dalle forze
dell'ordine, che si sono lanciati contro i manifestanti in sella alle loro moto. Sfortunatamente due studenti di Freedom and Equality, Farzah Hassan-zade e Tohid Haq-shenas sono
stati arrestati, mentre uno di cui non si conosce ancora il nome è stato rapito il giorno seguente. Ancora sconociuta la localita in cui sono stati portati.

giovedì 19 giugno 2008

No al regime reazionario Iraniano, no all'america!

No all'intervento militare dell'Imperialismo americano in Iran!
No al regime reazionario iraniano!
Noi siamo un'altra voce!
Noi vogliamo dare una voce alle lotte dei popoli del mondo contro la politica interventista e la violazione militare dell'imperialismo americano in Iran!
La voce delle lotte del popolo iraniano contro la Repubblica Islamica!
La voce delle lotte dei lavoratori, delle donne, degli insegnanti, della gente oppressa e degli studenti contro l'invasione straniera e contro il dispotismo interno!
Noi siamo la voce degli studenti di sinistra dell'Iran!
Degli studenti che vogliono:
“Portare avanti l'impegno di organizzare un movimento generale contro la guerra e l'intervento esterno e allo stesso tempo contro il dispotismo interno”
Degli studenti che vogliono informare e mettere in guardia gli iraniani sul pericolo di una guerra distruttrice mentre sono impegnati nella lotta contro il conservatorismo della repubblica islamica. Degli studenti che difendono i diritti fondamentali dei lavoratori e del popolo laborioso, del popolo oppresso, la libertà per le donne e la separazione tra religione e stato.
Nelle attuali condizioni, in cui il governo di Bush e i suoi alleati europei da un lato e la Repubblica Islamica dall'altro, vogliono far credere ai popoli del mondo che a parte la schiavitù neo-liberale e il fondamentalismo islamico non esiste alcuna altra scelta, tutte le persone amanti della libertà hanno il dovere di appoggiare l'idea dell'esistenza di un'altra via! L'imperialismo e il fondamentalismo islamico sono due facce dello stesso sistema, e tutto il sostegno dato all'uno si traduce necessariamente e immediatamente nel rafforzamento dell'altro.
Nelle attuali condizioni, in cui gli stati imperialisti spingono da un lato le forze reazionarie del fondamentalismo islamico contro i popoli del medio-oriente, e dall'altro provocano le forze razziste e xenofobe dei paesi occidentali contro rifugiati, immigrati e musulmani, è imperativo e urgente che questi possiedano una loro propria vece e si uniscano contro le forze della reazione religiosa in medio oriente e contro il razzismo, la guerra e l'occupazione imperialista!
Il 22 dicembre 2007, in una manifestazione davanti l'ambasciata americana e della Repubblica Islamica a Bruxelles, abbiamo urlato questa voce indipendente dei popoli del mondo.
Unitevi a noi; contro la guerra, la mondializzazione neo-liberale, l'imperialismo!
Unitevi a noi; per difendere la lotta del Popolo Iraniano contro la Repubblica Islamica!
Unitevi a noi; per difendere il movimento studentesco e la commemorazione del 7 dicembre, giorno in cui a causa della resistenza contro il colpo di stato della CIA nel 1953, tre studenti vennero sacrificati ai piedi di Nixon, dall'esercito dello Shah.
Unitevi a noi; per costruire l'unità internazionale per un mondo diverso, libero dalle guerre, dalle ingiustizie, dall'oppressione e dallo sfruttamento!

Il Collettivo della gioventù e degli studenti iraniani di sinistra residenti in Europa.
Movimento per una Alternativa Socialista.
Resistenza Internazionale.
Studenti della Sinistra Attiva.
Ci appelliamo a tutte le persone e le organizzazioni interessate a sottoscrivere questa piattaforma.

lunedì 9 giugno 2008

Firmate per il rilascio di Davood Bagheri

Al Governo Turco e all'UNHCR

I sottoscritti firmatari stanno scrivendo per esprimere la loro profonda preoccupazione per la vita di Davood Bagheri, arrestato dalla polizia turca mentre cercava di varcare il confine con la Grecia, e tuttora detenuto nel campo di Aderne.
Bagheri è un membro attivista del gruppo Freedom and Equality Seeking Students, e ha avuto un ruolo attivo nell'organizzazione delle recenti proteste studentesche in Iran. Dopo l'arresto di un numero di suoi compagni e amici, Bagheri ha dovuto lasciare l'Iran per paura di essere arrestato dalle autorità iraniane e dover affrontare maltrattamenti e torture.
Ora Davood vive in condizione inumane, vittima di maltrattamenti e torture che l'hanno già portato a tentare il suicidio.
Chiediamo urgentemente che l'UNHCR chieda al governo turco di liberarlo e di concedergli l'asilo politico al più presto.


Per firmare la petizione:

http://www.petitiononline.com/db20085/petition-sign.html?